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SIR WILLIAM ADAMS: UN SAMURAI DALL’OCCIDENTE

Sir William Adams, abile marinaio inglese, nacque nel 1564 a Gillingham, nel Kent (Inghilterra) e già all’età di dodici anni si appassionò al mondo marittimo. Presto divenne apprendista in un cantiere navale e scoprì tutti i segreti e i trucchi del mestiere, cimentandosi in costruzioni navali di ingente grandezza. Inoltre, apprese nozioni riguardanti l’astronomia e l’arte della navigazione, entrando successivamente nella Marina Reale, dove lavorò al servizio del vice ammiraglio Francis Drake.

Nel 1598, affascinato ed entusiasmato dal commercio navale olandese con l’India, Adams si aggregò ad una flotta composta da cinque navi diretta nuovamente verso L’Estremo Oriente, precisamente all’isola di Texel. Durante il viaggio gli equipaggi salpati dovettero affrontare numerosi ostacoli, venendo messi a dura prova da una terribile ed impetuosa tempesta. Successivamente una delle navi fu assaltata dalla potenza spagnola e solo Adams insieme ad una ventina di sopravvissuti riuscirono a proseguire il loro viaggio.

Finalmente nel 1600, dopo più di diciannove mesi in mare, i circa venti sopravvissuti, stanchi e stremati dalle mirabolanti peripezie che li avevano travolti, raggiunsero l’isola di Kyūshū, nel sud del Giappone. Qui i marinai non vennero accolti con tante cerimonie, al contrario, pare che alcuni padri gesuiti portoghesi li accusarono di appartenere ad una nave pirata, e per la pirateria vigeva la pena capitale. Tuttavia, la truppa riuscì a sfuggire la pena di morte e i suoi membri vennero imprigionati nel Castello di Osaka per ordine del futuro shōgun Ieyasu Tokugawa.

Più tardi Tokugawa volle sostenere un colloquio con William Adams, rimanendo così piacevolmente sorpreso ed impressionato dal suo bagaglio culturale e dalla sua straordinaria e approfondita conoscenza del settore nautico e navale da volerlo al suo fianco come consigliere commerciale e diplomatico, concedendogli numerosi privilegi. Era la prima volta che nella storia del Giappone un uomo europeo veniva trattato con la stessa riverenza e lo stesso rispetto riservati esclusivamente agli appartenenti all’alta società giapponese.

Poi, il futuro shōgun commissionò alla sapiente mano di Adams la realizzazione di due imponenti imbarcazioni sul gusto e sullo stile occidentale. Di conseguenza, il loro rapporto divenne sempre più stretto e confidenziale. La fedeltà e la diligenza di Sir William Adams fecero sì che Tokugawa lo insignisse del titolo di hatamoto 旗本, un samurai a diretto servizio dello shōgun. Il dono di due spade, però, gesto emblematico e molto significativo, fu ciò che rese Anjin Miura (“il pilota di Miura”, nome con il quale era diventato noto in Giappone) un samurai a tutti gli effetti,

Egli ricevette, inoltre, delle onoreficenze, della servitù e dei possedimenti (si ricordino quelli nell’attuale Tōkyō). Venne persino invitato come ospite dallo stesso Shogun nel suo palazzo.

Il ruolo chiave di questo personaggio storico è dato dal fatto che nel 1614, dopo la costruzione delle navi commissionategli, partì per alcune spedizioni commerciali alla volta del sud-est asiatico. Queste erano possibili solamente su autorizzazione di Tokugawa, che tramite la concessione di un apposito lasciapassare recante il goshuin 御朱印 (letteralmente, “sigillo vermiglio”), permetteva alle imbarcazioni giapponesi di salpare per l’estero.

Il samurai appena battezzato fece anche da mediatore culturale ed interprete tra lo shogunato, gli inglesi e gli olandesi, convincendoli a raggiungere il Giappone per intraprendere un dialogo e giungere così a compromessi commerciali. Le due potenze marittime occidentali, perciò, crearono degli stabilimenti ad Hirado e Nagasaki. Tuttavia, la fabbrica inglese della Compagnia delle Indie Orientali situata ad Hirado cadde in bancarotta dopo un breve periodo a causa della sua scarsa profittabilità.

Nel frattempo, anche se Adams si stava lentamente adattando agli usi e costumi locali, imparando la lingua e vestendo abiti tipici giapponesi e nonostante la continua collaborazione con Tokugawa, il samurai sentiva la nostalgia della sua Inghilterra e della famiglia che lì aveva lasciato. Chiese così il permesso di far ritorno in patria, permesso negatogli dallo Shogun, il quale lo voleva costantemente al suo fianco. Fu così che rimase in Giappone per il resto dei suoi giorni, sposando non solo le tradizioni, ma anche una donna del luogo, Oyuki, figlia di un importante ufficiale, dalla quale ebbe due figli.

Alla morte di Ieyasu Tokugawa, nel 1616, il ruolo di William Adams perse via via d’importanza in Giappone e anche il commercio con gli inglesi subì un forte tracollo. Solo gli scambi con gli olandesi non cessarono.

Nel 1620 il samurai inglese, ormai stanco e malato, spirò a Hirado, all’età di 55 anni.

 

 

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