La lingua estone

Origini e varianti dell’estone

L’estone è una lingua che si differenzia enormemente dalle lingue di ceppo indoeuropeo, dal momento che si tratta di una lingua ugro-finnica (più in particolare balto-finnica), alla cui famiglia appartengono anche il finlandese, l’ungherese, il lappone e il careliano.
È la lingua ufficiale dell’Estonia, nonché una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea, ed è parlata approssimativamente da un milione e mezzo di persone. Oltre che in Estonia, l’estone viene parlato nei territori russi lungo il confine, dove non ha uno statuto ufficiale, e in altri Paesi soggetti ad immigrazione estone nel periodo dell’occupazione sovietica (1940-1941).
I dialetti estoni si suddividono in due gruppi: quello settentrionale, associato alla capitale Tallinn, e quello meridionale della zona di Tartu; mentre il primo è considerato la base della lingua letteraria, il secondo rispetta ancora l’armonia vocalica osservata in passato dalla lingua estone, di cui parleremo a breve.

Morfosintassi

In passato, l’estone presentava le caratteristiche di una lingua prettamente agglutinante; tuttavia, ad oggi è caratterizzato da tratti flessivi per via dell’influenza esercitata da lingue quali il tedesco (un esempio è dato dal fenomeno dell’apocope, ovvero la caduta dell’ultima lettera o sillaba di una parola, spesso derivante da esigenze eufoniche).
Il sistema morfologico dispone di nientemeno che 14 casi per la declinazione di nomi e aggettivi: nominativo, genitivo, accusativo, illativo, inessivo, elativo, allativo, adessivo, partitivo, translativo, terminativo, essivo, abessivo, comitativo (per ulteriori informazioni sui casi delle lingue ugro.finniche, leggi anche il nostro articolo sulla lingua finlandese). Proprio grazie a questa straordinaria ricchezza morfologica, l’estone presenta una sintassi piuttosto libera (contrariamente a lingue come il francese e l’inglese, per esempio); in linea di massima, l’ordine non marcato delle parole è SVO, ma esso può variare a seconda dell’uso pragmatico della lingua, come nel caso di accento logico o emotivo dell’enunciato.

Occorre altresì sottolineare che nomi e pronomi non hanno un genere grammaticale.

Il sistema verbale è caratterizzato dall’assenza di un tempo futuro, sostituito dall’uso del tempo presente; inoltre, è frequente l’utilizzo di costruzioni impersonali.

Come il turco e le altre lingue ugro-finniche (finlandese e ungherese), l’estone osservava quella che già nel primo paragrafo abbiamo definito come armonia vocalica, fenomeno tipico delle lingue agglutinanti: le vocali sono pertanto suddivise in due gruppi secondo criteri fonologici precisi, e all’interno di una sequenza fonologica o parola vengono ammesse solo vocali dello stesso gruppo. Ciononostante in estone, come già anticipato, tale fenomeno è andato via via scomparendo, conservandosi esclusivamente nella zona meridionale dell’Estonia in prossimità della città di Tartu.

Ortografia e fonetica

Alfabeto

L’estone viene scritto con l’alfabeto latino. L’unica lettera dalla pronuncia problematica per un italiano è la vocale “õ”, una posteriore semichiusa non arrotondata che presenta somiglianze con la vocale russa “ы” e si pronuncia come una “o” chiusa ma con le labbra non arrotondate, bensì in posizione di “e”.
L’attuale alfabeto nazionale risale approssimativamente al 1850, ossia all’inizio della riforma ortografica teorizzata da Eduard Ahrens sulla base dell’ortografia finlandese.
L’estone non presenta particolari problemi di lettura, in quanto le convenzioni ortografiche non si distanziano molto dalla reale pronuncia.

L’alfabeto è costituito da un numero molto limitato di consonanti, perlopiù sorde, e da nove vocali: a, e, i, o, u, õ, ä, ö, ü.  Queste ultime sono caratterizzate da tre durate diverse, ovvero possono essere brevi, lunghe o extra-lunghe. A livello ortografico, le lunghe e le extra-lunghe sono individuabili tramite il raddoppiamento delle brevi, ad esempio “aa” o “ee” mentre per distinguere le lunghe dalle extra-lunghe, si deve mettere un accento grave prima della sillaba extra-lunga. A livello fonologico si può anche notare una lieve differenza nell’intonazione a seconda della durata della vocale.

Il curioso caso dell’accumulo vocalico

Mentre le consonanti dell’estone sono caratterizzate da diversi gradi di intensità (possono essere attenuate, medie oppure rafforzate, a seconda della forza e della durata del suono), la lingua presenta anche innumerevoli dittonghi. Essi vengono pronunciati come i corrispondenti accumuli vocalici, con la parziale eccezione della vocale lunga üü. Gli effetti della lunghezza vocalica si fanno sentire, è proprio il caso di dirlo, nei processi di formazione di parole composte. Infatti, nella lingua estone sono frequenti innumerevoli giustapposizioni che generano notevoli accumuli vocalici, come ad esempio “Kuuuurijate töööö jäääärel”, «notte di lavoro di ricercatori lunari sul bordo del ghiaccio», in cui le successioni vocaliche sono addirittura quadruplicate!

Lessico

A livello lessicale, l’estone presenta parole di origine germanica, baltica e slava.
Infatti, sebbene non abbia nulla a che vedere col ceppo delle lingue germaniche da un punto di vista filogenetico, si possono identificare molte somiglianze con l’inglese e il tedesco a causa dei frequenti prestiti dovuti alla vicinanza geografica con i popoli parlanti queste lingue.