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Il mediatore culturale: una figura indispensabile

Secondo Eurostat, nel 2014 si è assistito ad un aumento straordinario del numero di richieste di asilo in Europa – che sono salite a 625 mila – la maggior parte delle quali sono pervenute da Siria, Afghanistan e Kosovo. Questo fenomeno è, come ben sappiamo, il risultato dei conflitti che interessano il Medio Oriente e alcuni Paesi africani. Sfortunatamente gli sforzi dei leader europei sembrano essere ancora insufficienti dinnanzi al peggioramento della situazione, ben lontana dall’essere risolta. Le persone che lasciano i rispettivi Paesi alla ricerca di una vita migliore, o per lo meno pacifica, provengono da orizzonti completamente diversi da quelli europei, sia a livello della lingua, che dei costumi, degli stili di vita, o dei valori. In un tale contesto gli stranieri hanno bisogno dell’assistenza di persone capaci di comprendere le loro intenzioni, i loro pensieri, i loro codici verbali, e di saperli riscrivere nella lingua del Paese ospitante – pena, altrimenti, la nascita di gravi malintesi, talvolta così profondi da rischiare, alla lunga, di minacciare il benessere sociale collettivo.
Questo vale per il problema dell’immigrazione con il quale l’Europa si trova attualmente a confronto, ma è altrettanto valido per tutti quegli stranieri che approdano sul nostro continente a fini turistici. Infatti, che si tratti di studenti ERASMUS, di vacanzieri stranieri, o di persone che hanno deciso di venire a vivere in Europa, è sempre bene dar loro una debita accoglienza, aiutandoli a sbrigare le loro faccende, affinché possano conservare un bel ricordo del Paese o della regione che li ha accolti.
Ed è proprio in questo ambito che il ruolo del mediatore culturale assume un’importanza cruciale.
Come fornitore di servizi di mediazione culturale, SMG Languages fa intervenire il suo personale nelle seguenti situazioni:

Ospedali e strutture sanitarie

Traduzione a vista dei documenti necessari al ricovero del paziente, interpretazione dei rapporti tra medico e paziente e di quel linguaggio non verbale che può risultare significativo nelle scelte da operare nel trattamento ad somministrare.

Sportelli e Amministrazione pubblica

Accoglienza stranieri e assistenza nell’espletamento delle pratiche necessarie per ottenere certificati di residenza o altri documenti, identificazione dei documenti da presentare per le domande, ecc…

Incontri di lavoro e trattative delicate

Assistenza alle imprese per concludere importanti contratti o per risolvere delle controversie con una filiale straniera tenendo conto, per esempio degli aspetti culturali che entrano in gioco. Nel confronto tra due culture di diversa estrazione sia per storia che per tradizioni, il significato di determinati concetti sarà interpretato diversamente: è il caso del comportamento in situazioni conflittuali (cosa devèessere considerato segno di conflitto? Entrambe le culture esprimono il disaccordo in maniera chiara?), o del significato del “sì” e del “no” in un rapporto commerciale (il “sì” vale come affermazione o rappresenta un semplice segno di cortesia?), o ancora il comportamento nei confronti dell’apparenza (qual è il ruolo dell’abbigliamento, o del trucco in ciascuna cultura?)

Per un elenco più esaustivo invitiamo a consultare questo articolo di Sauquet Michel intitolato “33 questions pour aborder l’interculturel“.

Quali sono le competenze di cui dispongono i nostri mediatori culturali?

  • Perfetta padronanza delle lingue di lavoro: è necessario comprendere e parlare perfettamente le lingue in questione, avendo i mediatori il ruolo di ponte tra due realtà linguistiche differenti.
  • Saper andare al di là delle parole: la professione del mediatore impone di saper ascoltare sì la lingua, ma anche di decifrare gli aspetti extralinguistici come i gesti, caratteristiche proprie di una particolare cultura, al fine di evitare ogni genere di malinteso e di integrare la fase di interpretazione con note esplicative.
  • Attenzione: è necessario prestare attenzione ad ogni dettaglio che l’interlocutore possa interpretare in maniera diversa dalle intenzioni del parlante.
  • Neutralità: il mediatore è, come dice la parola, un intermediario, e deve pertanto ascoltare quel che viene detto senza, però, dare una sua opinione o lasciar trasparire alcun segno di collera, malcontento, ecc.
  • Rapidità: in ultimo, la nostra esperienza nella mediazione linguistica ci dimostra che le richieste sono spesso urgenti e l’intervento interculturale deve potersi rendere disponibile nel più breve tempo possibile.

Per concludere, vi lasciamo con questo proverbio senegalese che esprime tutto l’ottimismo di questa cultura: “Non esistono due persone che non si capiscono, ma solamente due persone che non hanno dialogato tra loro”.

Per ulteriori informazioni sul nostro servizio di mediazione culturale, non esitate a scriverci un e-mail.

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