È il 1940. Una bambina corre incontro al papà in mezzo alla via. In alto, tra le case, sono appese luminose lanterne colorate a forma di stella: sono le tradizionali decorazioni di Natale. Il papà accarezza la pargoletta e poi le porge un regalo: un bellissimo peluche di Mickey Mouse.

Inizia così il cortometraggio scelto quest’anno da Disney per aspettare le festività INSIEME a noi.

 

TRADIZIONE, UNIONE, FAMIGLIA

“Insieme” è una delle parole chiave del filmato, che prosegue mostrando il legame lungo una vita tra quella bambina ormai nonna e sua nipote, alla quale ha tramandato la TRADIZIONE di creare le lanterne a forma di stella con legnetti e carta colorata, in compagnia, ogni anno, di quel caro Topolino.

L’importanza di portare avanti le tradizioni di famiglia, specialmente quelle legate al Natale, è espressa alla massima potenza quando alla fine del filmato la ragazza ricuce per la nonna l’orecchio del peluche, facendoglielo trovare all’interno di un pacco regalo come fosse un oggetto nuovo.

I giapponesi chiamano kintsugi l’arte di riparare, solitamente con oro liquido, oggetti in ceramica. Tale pratica, nata dall’idea che da una ferita si possa ricavare qualcosa di più prezioso e di più forte, è stata adottata diffusamente come metafora di RESILIENZA. E questo potrebbe essere un altro messaggio che il corto Disney si propone di veicolare. Ma al di là della resilienza, rappresentata in questo caso dalla forza delle tradizioni e dell’amore che vince contro le avversità e i danni del tempo, vi si riscontra anche un invito al riuso, una tematica molto sentita alla luce degli attuali problemi ambientali a livello globale.

From our family to yours” si legge alla fine. “Dalla nostra famiglia alle vostre”. Perché quello che conta di più, in particolare a Natale, è proprio la FAMIGLIA. Riscoprire i valori più importanti, trascorrere il tempo con le persone più care, regalare un SORRISO a chi amiamo: nient’altro conta.

 

DISNEY E LE ALTRE

Disney ha fatto di nuovo centro.

L’ha fatto, naturalmente, con un corto degno della sua firma, inserendo con un ruolo apparentemente secondario il suo personaggio di punta, Mickey Mouse, tra l’altro – e non a caso – nella sua versione più classica.

 

MA CHE DIRE DELLE ALTRE AZIENDE?

Se ci concentriamo sulle parole chiave fin qui emerse, notiamo che tutte le campagne pubblicitarie e di comunicazione ruotano intorno ad esse.

Lo spot più bello dello scorso Natale è stato un video girato da un negozio di ferramenta a conduzione famigliare del Galles con un investimento di appena 100 euro. Protagonisti un papà (il proprietario del negozio) e il suo bambino. Il messaggio: vivere il Natale come fanno i bambini, con OTTIMISMO, gioia e SPERANZA, restando fedeli a sé stessi, ma anche preferire i piccoli esercizi per l’acquisto dei regali.

La prima a indire quella che sembra una vera e propria gara della migliore pubblicità di Natale è stata Coca-Cola negli anni ‘70. Escludendo le generazioni più giovani, tutti hanno nel cuore il ricordo di quel coro disposto a forma di albero di Natale, in cui ognuno regge in mano una candela, simbolo della vita. Lo spot arrivò sui nostri schermi nel 1983 e nel testo italiano del jingle (“Vorrei cantare insieme a voi”) spiccano le parole “insieme”, “armonia” e “compagnia”, mentre l’aspetto multietnico del coro rimanda ai concetti di UNITÀ e FRATELLANZA.

Nello spot originale, andato in onda nel 1971, giovani figli dei fiori provenienti da tutto il mondo cantavano “I’d like to buy the world a Coke” tenendo in mano la celebre bottiglietta di vetro. Nella rivisitazione, il prodotto scompare, perché ciò che più conta è comunicare il piacere di stare insieme. È così che da semplice bibita la Coca-Cola si è trasformata in un simbolo di CONVIVIALITÀ.

Tornando in Italia e a tempi più recenti, il 2013 è la volta di Bauli, che ci scalda il cuore con la canzone “A Natale puoi”. Nello spot televisivo si vede un bambino che fa finalmente fioccare la neve tanto attesa soffiando sullo zucchero a velo del pandoro, dalla finestra della propria casa. Nella scena conclusiva la famiglia è riunita attorno all’albero e il ragazzino addenta una fetta del dolce, diventato simbolo di unione, di POSSIBILITÀ, di sogni che si avverano, della gioia che si prova a rendere felici chi si ama.

 

PAROLA D’ORDINE: EMOZIONE

È indiscutibile che nel periodo natalizio la comunicazione delle aziende, indipendentemente dal settore di appartenenza e dal Paese di origine, si focalizzi sulle emozioni delle persone. Tutte sembrano voler dire che i loro prodotti sono molto più di come appaiono, hanno un valore indivisibile così come lo sono i valori di famiglia, amore, amicizia, speranza, felicità.

Facendo leva sull’importanza delle tradizioni, gli spot di Natale sono diventati delle tradizioni a loro volta, e ogni anno ci ritroviamo ad aspettarli come se fosse una necessità. Ne abbiamo bisogno per risvegliare in noi lo spirito natalizio, quella speciale magia che respireremo nell’aria fino all’Epifania.

Quest’anno, la pandemia ci ha portati a rimettere in primo piano i nostri valori più preziosi, primo fra tutti la famiglia.

Per il Natale 2020, Coca-Cola ha deciso di raccontarci l’emozionante storia di una ragazzina che scrive una lettera a Babbo Natale per chiedergli in dono la possibilità di trascorrere la festa con il papà, costretto a lavorare. Quando alla fine, superati mille ostacoli, il suo desiderio sarà esaudito, a noi resteranno nella mente le seguenti parole: “Questo Natale, il miglior regalo è restare uniti”.

 

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